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Andrea Rubini

Ben ritrovati cari amici di Creativity Portal.
Ci piacerebbe aprire l’intervista di oggi con un’aforisma del famoso architetto milanese Gio Ponti, che è diventata nel corso degli anni il motto del nostro ospite di oggi:
la buona architettura vi è considerata come un fatto d’impegno morale, ed ha quindi contro di sè il male, la speculazione, la fretta, l’ignoranza; affinchè essa sia vittoriosa ed i giusti pensieri prendano sostanza occorre ripeterli instancabilmente”…
Siamo tornati a Milano, sempre più cuore pulsante di creatività per intervistare, come avete potuto ipotizzare dalla nostra apertura, un architetto e interior design che ha già fatto molto parlare di sè con i suoi lavori ed i tanti riconoscimenti ricevuti nel corso della sua carriera.
Abbiamo il piacere di ospitare Andrea Rubini, originario di Vigevano che vive e lavora da qualche anno nella città meneghina.
Andrea è uno di quei creativi che da subito hanno lasciato il segno nel mondo dell’architettura, già durante gli studi universitari collabora con “LGB architetti” vincendo il “Concorso internazionale di idee per il recupero di 4 casolari tipici Toscani” bandito dalla Fondi Rustici Peccioli s.r.l., comune di Peccioli (SI) e partecipando a progetti per brand italiani importanti come Benetton (il progetto per il negozio Benetton di Odessa è stato esposto nel gennaio 2009 alla mostra “Opening Soon” alla Triennale di Milano)

Nel 2012 fonda un suo studio affrontando vari progetti che spaziano dall’architettura all’interior design. Nel 2015 viene incaricato per l’analisi del paesaggio e il relativo progetto per la sistemazione si due aree esterne in prossimità di abbazie storiche nel territorio pavese.

Evitiamo di dilungarci troppo nell’introduzione e lasciamo che sia il nostro ospite a guidarci tra le geometrie dei suoi lavori. Buona lettura.

 

andrea rubini architetto

Andrea Rubini Architect – http://www.andrearubini.com/

Creativity Portal:  Ciao Andrea, benvenuto a Creativity Portal. Siamo contenti di averti con noi e grazie per la tua disponibilità. Iniziamo la nostra chiacchierata chiedendoti di parlarci un po’ di te e lo facciamo con la nostra classica domanda d’apertura, chi sei? Cosa fai? Dove e Perchè?

Andrea Rubini: Grazie a voi per l’invito!  Sono nato a Vigevano nel 1979, dopo aver frequentato la facoltà di architettura al Politecnico di Milano mi sono laureato con Stefano Boeri con una tesi dal titolo “L’Aquila: la ricostruzione dopo il terremoto”. Come già anticipato da voi, durante il mio percorso formativo, ho collaborato con lgb-architetti: con lo studio ho sviluppato molti progetti d’interni e alcuni progetti per gli showroom Benetton che hanno partecipato alla mostra Opening Soon presso la Triennale di Milano e alla XIV Biennale dell’architettura di Venezia. Nel 2012 ho iniziato una mia attività, occupandomi principalmente di architettura d’interni. Negli anni ho affrontato vari progetti, tra cui la trasformazione di uno spazio industriale in un asilo, il progetto preliminare per la nuova sede del Museo del Duomo di Vigevano e per un centro sportivo. I miei primi lavori realizzati, tra il 2012 e il 2015, sono tre progetti d’interni house#01 | 02 | 03 pubblicati su alcune riviste di architettura e interior design.  Nel 2015 il portale di architettura ‘divisare’ mi seleziona come giovane architetto pubblicando una mia intervista e il progetto per house#01.  Ad oggi, anche se dopo pochi anni, le parole chiave del mio lavoro sono passione, costanza e curiosità, accompagnate da un un assiduo senso di “non potermi mai accontentare”.

 

 

house1

house#01

Creativity Portal: Addentriamoci subito nell’analisi dei tuoi progetti perchè siamo molto curiosi di conoscere il tuo modo di lavorare e scoprire qualche tuo segreto 😉
Abbiamo apprezzato le tue capacità di interior design e architetto nelle tue opere House #1, #2 e #3. Sono tre progetti diversi, nella struttura iniziale e negli stili di costruzione (House #1 è una casa degli anni ‘50, #2 è un appartamento costruito negli anni ’60 con corridoio centrale tipico di quel tempo e #3 è una costruzione della fine degli anni ’80, con spazi minimi e priva di elementi caratteristici) ma che a nostro modo di vedere hanno nel valorizzare la struttura originale con pochi ma accorti cambiamenti, nella scelta di materiali esclusivi e di alta qualità, un arredamento creato su misura e un sapiente gioco di colori e luci degli interni il comun denominatore del tuo stile. Illustraci meglio questi lavori e descrivici gli elementi caratterizzanti.

Andrea Rubini: Sicuramente sono tre progetti molto diversi tra loro.  House#01, è la casa in cui vivo, a Vigevano a pochi passi dalla piazza Ducale. Partito quasi per gioco, il progetto prende corpo strada facendo: ottanta metri quadrati dove ho cercato di unire culture differenti, da un lato l’amore per il disegn di a.g. Fronzoni e Prouvè e dall’altro le origini finlandesi di mia moglie amante del design nordico. L’idea di progetto è molto semplice: un parquet di rovere a pavimento e l’uso di tinte grigie scure a parete ha permesso l’azzeramento del locale, con lo scopo di rendere protagonisti i vari pezzi di design, il bagno e la cucina invece sono caratterizzati dal contrasto tra superfici nere e bianche.

house#02

House#02

House#02 a Milano è la ristrutturazione di un appartamento con distribuzione centrale a corridoio, tipica degli anni sessanta che diventa il protagonista del progetto. Il corridoio è stato allargato e le porte, ispirate da alcuni elementi forati della prefabbricazione Prouvè, arretrate all’interno di un vano dalla stessa profondità, allineando queste ultime al filo interno degli ambienti quando sono chiuse, e riposte nello spessore del vano quando aperte. Si ottiene così un senso di maggiore tridimensionalità che enfatizza il concetto di ‘portale’, di accesso alle singole stanze anche attraverso un faretto che ‘bagna’ con la propria luce tutti i vani. Le nicchie rivenienti sono diventate poi spunto per ricavare vari elementi su misura tra i quali la cucina, la doccia e gli armadi nelle stanze.

house03

House#03

Il progetto house#03 nasce dalla ristrutturazione di un appartamento di circa 80 mq, costruito alla fine degli anni ’80 all’interno di un progetto di edilizia economica è priva di elementi caratteristici con spazi minimi. Per questo motivo il progetto prevede una ricerca di pochi materiali di maggiore qualità e la ridefinizione della zona giorno per ottenere una zona living più generosa.

Il nuovo living è caratterizzato da due colori a contrasto che suddividono il pranzo dalla parte soggiorno; su tutto il lato lungo una serie di nicchie ricavate nello spessore del muro sottolineano il senso di tridimensionalità enfatizzato da un sistema di illuminazione nascosto che trasforma le nicchie in una lunghissima lampada.  Gli arredi e le porte disegnate su misura sono un mix tra superfici laccate impreziosite da gole e scuretti in rovere come il parquet a discapito delle ante che si mimetizzano con le pareti.  Il tavolo infine riassume l’idea contrapposta tra materiali, pesi e scuretti. Infine nelle camere da letto, su richiesta dei committenti, ho accolto ‘la sfida’ di integrare vecchi mobili con decorazioni in legno scuro in forte contrasto con il resto della casa.

 

 

kindergarden#01

kindergarden#01

Creativity Portal: Come abbiamo appena visto sei un ottimo architetto di interni con idee sempre originali che ben si fondono con gli spazi a tua disposizione. Nel tuo portfolio risaltano anche lavori di recupero e rimodulazione di spazi urbani ed industriali. Kindgarden #1 è uno di questi e ci piacerebbe che ci raccontassi da cosa nasce e come si sviluppa questo progetto di asilo per l’infanzia su una zona industriale.

Andrea Rubini: Questo è un progetto al quale sono particolarmente legato, la prima volta che affronto un mio progetto pur essendo, in quel periodo, ancora laureando.  Il tema del riutilizzo è ovviamente quello di maggior interesse, la città espandendosi ha inglobato dei vecchi spazi industriali che si sono trasferiti fuori città. Il progetto quindi vuole restituire alla città queste aree sotto forma di servizi. L’edificio è uno spazio indiviso, libero su tre lati, di forma quadrata. L’idea è stata quella di sviluppare le aule attorno ad uno spazio comune concentrico affacciate però su un cortile interno; ogni aula proietta al suo esterno una pedana con del verde che nella bella stagione è pensata come estensione dello spazio interno.  Il patio invece è il fulcro di tutto il sistema dell’area giochi comune perché genera un rapporto con l’esterno, permettendo alla luce, alla pioggia e alla neve di ‘entrare’ nell’edificio. Il rapporto con la natura era l’altro elemento cardine, l’albero all’interno del patio dava il senso del passare delle stagioni generando uno spazio ludico ma allo stesso tempo illusorio.

 

essenzial living in the alp.

essenzial living in the alp

Creativity Portal: Il concetto di “Abitare Minimo nelle Alpi”, presentato al concorso internazionale “Aperto 2012”, ci è apparso molto funzionale e indicato per un ambiente incontaminato e immerso nella natura come la Valcamonica e il Parco dell’Adamello. Andrea, hai trasformato l’idea del bivacco tradizionale “elevandolo” (nel vero senso della parola) e rendendolo multifunzionale, il tutto con grande attenzione ai materiali utilizzati nella costruzione. Spiegaci meglio funzionalità e utilizzo di questo progetto.

Andrea Rubini: L’idea nasce da un’analisi funzionale e sociale del bivacco come temporaneo luogo di riparo per amanti della montagna che, interpretando la loro passione come costante ricerca dell’altitudine, si spingono sempre più in alto alla ricerca della vetta. La perenne sfida tra uomo e natura. Il progetto parte da questi presupposti: cercare di staccarci da terra, offrendo agli escursionisti un luogo che non si limita alla sola funzione di riparo ma che cerca di offrire “altri e alti” punti di vista da uno spazio insolito, intimo e che vive del costante rapporto tra esterno e interno trasformando l’edificio in vero Landmark all’interno del paesaggio alpino.  L’idea è di creare un edificio che domini il paesaggio elevandosi in altezza, dove la forma è generata dalla definizione dello spazio minimo per dormire. Il volume centrale che si viene a creare è trattato come vuoto, cioè come elemento di connessione dei vari livelli. Ogni livello genera un rapporto differente con il vuoto del nucleo centrale e lo spazio si deforma a favore delle varie funzioni ospitate generando delle estrusioni.

 

Scuretto Table

Scuretto Table

Creativity Portal: Le doti tecniche e le capacità comunicative ti hanno aperto le porte del NABA (Nuova accademia di belle arti di Milano) e nel 2014 sei diventato assistente del prof. Luciano Giorgi per la cattedra di Interior Design.  Com’è stata e che cosa ha aggiunto al tuo bagaglio personale l’esperienza cattedratica? Continui ancora a lavorare nel mondo dell’insegnamento e ti vedi in un futuro docente Universitario?

Andrea Rubini: L’esperienza come assistente è durata un anno accademico. Per la prima volta mi sono ritrovato dalla parte opposta, cercando di offrire il massimo supporto ai vari studenti. L’attività didattica comunque necessita un grande impegno e doti che penso si acquisiscano con il passare degli anni. Ad oggi non vedo un immediato futuro come docente perché penso che le strade per giungere all’insegnamento siano diverse da quelle che ho deciso di intraprendere in questo periodo.

 

 

Creativity Portal: L’inizio della tua carriera è contrassegnato dall’ingresso nella “LGB architetti” con la quale, tra le altre cose, partecipi a progetti per brand italiani importanti come Benetton (il progetto per il negozio Benetton di Odessa è stato esposto nel gennaio 2009 alla mostra “Opening Soon” alla Triennale di Milano). Parlaci dei lavori che ti hanno portato al raggiungimento di questo traguardo e la tua carriera ha subito delle variazioni dopo questa collaborazione?

Andrea Rubini: Ovviamente la pluriennale esperienza con lgb architetti è stata fondamentale per la mia carriera. Ho iniziato nel 2006, ancora studente, con grande entusiasmo e voglia di crescere. Negli anni ho avuto la possibilità di affrontare vari progetti molto importanti, da abitazioni private a progetti commerciali per grandi marchi, che hanno incrementato notevolmente il mio background, sviluppando estrema attenzione alla progettazione di dettagli architettonici ed elementi d’arredo che scendono alla definizione della piccola scala. Sicuramente, tra gli insegnamenti di maggior rilievo considero la capacità di sognare ricercando una visione sempre più ampia delle cose con la consapevolezza che, con impegno e costanza, il divario tra realtà e immaginazione può ridursi al minimo se non annullarsi completamente.

 

landscape#02

landscape#02

Creativity Portal: L’anno appena terminato è stato caratterizzato dal grande evento di risonanza mondiale dell’Expo Milano 2015. “Landscape #1 e #2” sono due progetti che ti sono stati affidati per lo sviluppo del paesaggio e delle aree esterne di due storiche abazie della città. Quali sono state le richieste del committente?  Il restyling delle due zone è stato complicato?

Andrea Rubini:  I progetti sono parte di una visione più ampia di valorizzazione del territorio, condotti da un’associazione locale che si occupa di sviluppo delle risorse della lomellina (una zona della provincia di Pavia). L’obiettivo è la creazione di una rete che coinvolge più livelli: beni architettonici, beni ecclesiastici, percorsi di interesse naturalistico e agro-alimentare; con l’obiettivo finale di promuovere le eccellenze del territorio all’interno di un grande percorso multidisciplinare. Il progetto per le due abbazie, selezionate come beni di maggior interesse ecclesiastico, prevede un progetto di valorizzazione degli spazi esterni e di integrazione con il territorio circostante, mediante lo sviluppo di tre temi progettuali: la sistemazione delle pavimentazioni esterne, la sistemazione e l’integrazione con il sistema verde limitrofo e un piccolo progetto di grafica illustrativa dei due siti. I progetti, come è facile intuire sono tutt’altro che semplici, confrontarsi con preesistenze di questo genere significa inserirsi tra natura e storia cercando con pochissimi elementi di essere chiari ma allo stesso tempo di mimetizzarsi tra gli elementi esistenti.  Oggi, anche se sembrerà strano, siamo alla fine della fase di progetto (iniziata nel 2012) in attesa di iniziare i lavori il prima possibile.

 

sportcentre#01

sportcentre#01

Creativity Portal: Appartamenti privati, esposizioni, rimodulazione e riutilizzo di spazi dismessi, costruzioni ecologiche… Non ci sono limiti alla tua creatività e alla tua inventiva e non poteva mancare un progetto dedicato allo sport. Ti andrebbe di descriverci “Sportcenter #1”?

Andrea Rubini: Il progetto nasce dall’idea di contrapposizione tra elementi: il grande volume esistente si oppone al nuovo volume di modeste dimensioni, il primo viene minimizzato attraverso un processo di mitigazione con elementi naturali che ripresentano i caratteri rurali del luogo, il secondo, più piccolo, viene enfatizzato con una serie di aperture strette ed alte che cercano di conferirgli maggiore importanza. Il principio su cui viene sviluppato il progetto è quello di utilizzare forze contrastanti, minimizzando il grande volume esistente per dare maggior forza al nuovo edificio. Tutto il sistema viene unito sul fronte strada da una pensilina che si connota come elemento di raccordo.  Il progetto prevede la restituzione della cortina edilizia su strada ma contemporaneamente è negato qualsiasi rapporto tra edificio e strada: la lunga pensilina che gioca un ruolo fondamentale creando un luogo coperto, adiacente alla strada, di grossa convivialità e aggregazione sociale che si propone come punto di ritrovo per persone di qualsiasi età. L’elemento di contraddizione è proposto nella parte interna dove i volumi si svelano, aprendosi su un ambiente polifunzionale, in un piccolo ed intimo spazio dove bambini e anziani, legati dall’indissolubile rapporto nonno/nipote, possono sviluppare comunemente i rispettivi interessi.

 

hole doors

hole doors

 Creativity Portal:  Andrea, resteremmo con te ancora delle ore ma siamo giunti alla fine della nostra intervista. Grazie per la tua disponibilità e speriamo di rivederci presto. Ci resta il tempo per un’ultima domanda che riguarda il tuo futuro. Ci piacerebbe conoscere quali sono le mete lavorative che ti sei prefissato e se ci sono dei sogni nel cassetto che vorresti trasformare in realtà.

Andrea Rubini: Sicuramente da grande vorrei fare l’architetto! Credo che il percorso abbia un inizio ma dubito una fine, nel senso che ogni progetto è un’esperienza nuova che ti obbliga a confrontarti con nuove sfide e nuove realtà. Penso di far parte di un processo lento che si afferma nell’attenzione per le piccole cose, nel confronto con saperi e professioni differenti da cui abbiamo sempre da imparare. Il sogno sarà sempre da coltivare con amore, costanza e impegno!

 

#iocreativo vi saluta e vi dà appuntamento alla prossima intervista creativa che ci porterà a scoprire un altro talento della nostra amata penisola.
Chiudiamo con una frase del matematico Henri Poincarè (utilizzata anche dal nostro Andrea Rubini per descrivere il suo lavoro): “Creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili”.

 

Intervista a cura di Piero Ceramella, La redazione

Andrea Rubini si laurea presso il Politecnico di Milano nel 2011. Già durante il suo percorso universitario collabora con importanti studi di architettura. Nel 2011 fonda il suo studio occupandosi principalmente di progetti legati al mondo dell’architettura d’interni. Ad oggi, dopo solo due anni, passione costanza e curiosità determinano la continua crescita dello studio.

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Andrea Rubini

Progettazione d’interni, Architettura, Progettazione d’arredi, Andrea Rubini architect

Gallery Lavori

Qui in basso una breve gallery dei lavori di Andrea

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